Paesi fantasma della Sardegna
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Paesi fantasma (o quasi) della Sardegna: Lollove e Rebeccu

La Sardegna è una regione stupenda.

Limitarsi alle sue splendide spiagge è, secondo me, un po’ limitativo.

Nel mio ultimo viaggio sull’isola, ho deciso di alternare i bagni di sole al cercare di conoscerla meglio, dedicando tempo ai piccoli borghi e villaggi più o meno conosciuti.

La mia passione per i luoghi abbandonati non è un segreto quindi non vi stupirò di certo parlandovi dei paesi fantasma della Sardegna

Paesi fantasma della Sardegna: Lollove

In realtà non è un vero paese fantasma in quanto è abitato da circa una trentina di residenti.

Questo minuscolo agglomerato di case è uno dei pochi villaggi medioevali rimasti della Sardegna.

Quello che più mi ha affascinato di questo luogo e mi ha convinto a visitarlo è stata la leggenda che vi aleggia.

Si narra che su Lollove sia caduta una maledizione che non le permette di crescere ma neanche di morire completamente.

Tutto sarebbe nato da un gruppo di suore che furono obbligate ad abbandonare il villaggio a causa di una terribile accusa: alcune di loro avrebbero avuto una relazione assai scabrosa con il prete del posto.

Queste, molto adirate, decisero di lanciare la loro maledizione: “Lollove sarai come l’acqua del mare: non crescerai e non morirai mai!”

Nel paese è presente anche un museo dedicato a Grazia Deledda che si ispirò alla leggenda di Lollove nella stesura del suo romanzo “La Madre” che narra della relazione proibita tra il giovane pastore e Agnese.

Oggi, in un silenzio quasi surreale, nel cuore della Barbagia, tra ripide viuzze di acciottolato e abitazioni ormai ridotte a ruderi, si può respirare il mistero che aleggia in questo luogo.

Loy, il nome aragonese del villaggio, si rianima in autunno quando, in occasione di Vivilollove, si possono ammirare le pratiche tradizionali della zona.

Paesi fantasma della Sardegna: Rebeccu

Anche la storia di Rebeccu è legata ad una leggenda.

Anch’esso è un borgo medioevale.

Si trova nel cuore del Logudoro, vasta area della Sardegna centro settentrionale.

Si racconta che Donoria, figlia del re Beccu, ritenuta una strega, impazzì.

Venne cacciata legata ad un mulo dal paese e lei lanciò, mentre la sua dimora bruciava, il suo anatema:”Rebeccu, Rebucchesi, dalle trenta case non vi muovete”.

In alcune versioni è il padre a maledire il paese.

Rebeccu, nonostante la presenza della sorgente Su Lumarzu, si spopolò e si racconta che non riuscì mai ad aumentare. Il numero di case presenti: trenta.

Passeggiando per il borgo si possono ammirare le strade di ciottoli e le casette recentemente restaurate.

Rebeccu ha talmente tanto fascino che è stato spesso utilizzato come set cinematografico e proprio per questo motivo qui viene anche organizzato un Film Festival.

 

La Sardegna è stata la mia meta estiva del 2021, ecco alcuni dei luoghi di cui ho già parlato sul blog:

 

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