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Le mille sfumature della Valsamoggia

C’è un luogo in Emilia Romagna a pochi chilometri da Bologna che sembra quasi uscito da una fiaba.

La Valsamoggia.

Ma cosa vedere in Valsamoggia e cosa visitare?

Valsamoggia e la natura

Tra le dolci colline Bolognesi al confine con Modena potrete ammirare una natura rigogliosa e campi di mille colori, attraversati dal torrente Samoggia.

La Valsamoggia si estende dalla pianura fino 817 metri sul livello del mare.

Molti scorci sembrano dei dipinti: girasoli, lavanda, enormi campi di grano ed mmensi vigneti che seguono le curve del terreno, sono sempre accarezzati da una lieve brezza, non dimenticando i calanchi che  si possono ammirare percorrendo i tracciati della “piccola Cassia” (l’’antica strada romana che continuava o duplicava la famosa Via Cassia, attraversando il territorio tra Modena e Bologna).

Non serve andare in Provenza per ammirare i campi di lavanda, in Valsamoggia ne troverete alcuni veramente stupendi dove le aziende agricole organizzano cena a tema e laboratori.

Valsamoggia tra borghi, abbazie e castelli

La Valsamoggia porta ancora i segni delle fortificazioni realizzate ai tempi della Contessa Matilde di Canossa.

Qui si trova il Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, roccaforte Matildea.

Oppure si può visitare il Castello di Serravalle con il suo borgo medievale con tanto di fantasma e la Rocca dei Bentivoglio a Bazzano con il suo aspetto rinascimentale.

Valsamoggia e il cibo

Appassionati del buon mangiare non rinunciate ad una tappa a Savigno, considerata la “capitale del tartufo bianco pregiato dei Colli Bolognesi”.

Ma immancabile è il gnocco fritto (qui si chiama il gnocco fritto e non lo gnocco fritto) in strutto bollente.

A Castello di Serravalle un appuntamento fisso è quello della sagra del gnocco fritto che generalmente si tiene nella prima metà di Ottobre; al suo interno, ogni anno i mastri gnoccai provano a realizzare il gnocco fritto più lungo del mondo. Durante l’ultima edizione del 2020, sono stati raggiunti i 42 metri.

Non ci si può dimenticare del vino.

Il Pignoletto è il “re dei Colli Bolognesi”; è un vino dal colore giallo con riflessi verde chiaro, molto apprezzato come aperitivo nella sua versione frizzante ma abbinabile a tutto pasto nella versione ferma.

 

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