Cosa e dove mangiare a Marrakech
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Marrakech, cosa e dove mangiare

Il nostro week end a Marrakech non è stato solo scoperta di nuovi luoghi ma anche di una cucina diversa dalla nostra.

In verità, guardando a fondo, molte pietanze marocchine  non si discostano più di tanto da molti piatti della parte più meridionale del nostro bel paese.

La nostra scoperta è partita dal primo istante grazie alla struttura che ci ospitava il Riad Ecila

Appena arrivati, siamo stati accolti da una buonissima tazza di thè alla menta, un’usanza molto importante in Marocco.

A volte ve lo serviranno, a volte farete da voi ma vi assicuro che a fine viaggio ne avrete bevuto, con molto piacere,  molti bicchieri.

In Marocco è vietato consumare bevande alcoliche per strada ma in alcuni locali potrete assaggiare le birre e i vini locali oltre ad alcuni alcolici di importazione.

Uno dei primi locali che abbiamo visitato è stato il Cafè Arabe che si trova di fronte a Le Jardin Secret.

Qui su una assolatissima terrazza protetta da tende e rinfrescati da ventilatori abbiamo assaggiato le prime prelibatezze marocchine.

Abbiamo condiviso e letteralmente divorato la nostra tajine di pollo con limone candito ed olive (resterà in assoluto il mio piatto preferito) assieme ad un mix di insalate marocchine.

Questo è uno dei locali dove è possibile consumare bevande alcoliche e noi abbiamo scelto due birre Casablanca.

Per questo pranzo, abbiamo speso 360 dirham (10 dirham corrispondono a poco più di 1 euro – giugno 2019).

Sotto sera, per ammirare il tramonto e la piazza Jeema el-Fna, siamo saliti al Le Grand Balcon du Cafè Glacier.

Qui la consumazione è obbligatoria e si può restare tutto il tempo che si desidera.

Abbiamo speso 43 dirham per due bottigliette d’acqua da 1/2 litro ma trovato un tavolino che affacciava sulla piazza: siamo stati ripagati dalla vista.

Cosa e dove mangiare a Marrakech

Sulla piazza ci sono diversi locali con terrazza che si affaccia su questo incredibile crocevia di vita, come ad esempio il conosciutissimo Cafè de France.

Per la cena invece abbiamo optato per un locale meno conosciuto, il Fnaque Berbere

Anche questo locale ha una piccola terrazza con vista sulla medina, dopo però alcuni minuti abbiamo preferito rientrare perché si era alzato un forte vento.

Qui abbiamo assaggiato la Tajine de boef (manzo) e la Harira Marrakchia una zuppa tradizionale a base di un mix di carne, legumi, verdure e tante spezie.

Tutto accompagnato con il loro pane cotto al forno.

Con due bottiglie di acqua da un litro abbiamo speso in tutto 170 dirham.

Si paga solo in contanti.

In assoluto il locale più economico in cui abbiamo mangiato (è anche consigliato dalla guida Le Routard).

Un altro locale dove abbiamo mangiato è Le Jardin.

L’abbiamo scelto perché avevo letto che il suo cortile era molto curato.

Si trova vicino al Museo della Donna.

Abbiamo mangiato bene ma la spesa è stata un po’ troppo cara; in effetti si tratta di un locale un po’ troppo turistico.

Qui abbiamo assaggiato una bistecca con peperoni rossi e harissa, una salsa rossa piccante a base di peperone rosso, peperoncino, aglio, coriandolo e cumino ed un cous cous di pollo con albicocche e pistacchi.

Spesa totale 367 dirham con una bottiglia da 1 litro di acqua.

Se non riuscite a rinunciare all’aperitivo, un altro locale dove servono anche alcolici è Le Salama.

Questo posto è dotato di terrazza ma è chiuso da vetrate e sembra un giardino d’inverno.

Con 150 dirham potrete bere due birre.

La vera esperienza gastronomica l’abbiamo fatta la seconda sera decidendo di mangiare in piazza Jeema el-Fna.

Quando le luci si abbassano la piazza di riempie di piccoli locali dove viene cotto di tutto.

Noi ci siamo fermati al nr. 1 Chez Aicha.

Abbiamo assaggiato tantissime specialità come per esempio le beignets (frittelle salate), la taftouka (un insalata cotta di melanzane, pomodori e peperoni), il katban che è uno spiedino misto di carne molto speziate, le kefta polpette di manzo accompagnate come sempre dal loro pane, delle salse rosse leggermente piccanti e due enormi bottiglie di acqua.

Ci hanno offerto il the alla menta che abbiamo degustato insieme ad un piatto di specialità dolci.

Costo totale 200 dirham ma abbiamo mangiato veramente tantissimo e soprattutto era tutto molto buono.

L’ultimo locale dove abbiamo mangiato prima di lasciare la città rossa è stato il restaurant El Bahia.

Si trova nel quartiere della Mellah proprio a fianco del palazzo El Bahia.

Anche qui si mangia sull’immancabile terrazza con i ventilatori a rinfrescare nelle ore più calde.

Ovviamente non ci siamo fatti mancare la pastilla che non avevamo ancora avuto occasione di assaggiare.

Si tratta di una sfoglia ripiena di carne, cipolle, mandorle e le immancabili spezie.

In più ci siamo divisi anche un tajine kefta con uova e pomodori accompagnata con delle patate lesse allo zafferano.

Pane, acqua, due birre Casablanca e due caffè (il primo di tutto il viaggio) abbiamo speso 360 dirham.

Tutte le colazioni le abbiamo consumate presso il nostro riad che ci ha coccolato oltre misura.

II cappuccino (grazie alle origini italiane del proprietario), the verde e la spremuta di arance fresche non sono mai mancate.

Ad accompagnarli, sul nostro tavolo, il baghrir, una specie di crepes un po’ più spugnosa da degustare con un miele denso e scuro, il batbout (sembra quasi una tigella) da mangiare con le marmellate ed una omelette sottile spolverata con cumino e pepe.

Per terminare le freschissime arance profumate alla cannella.
Marrakech è stata un’esperienza incredibile anche grazie alla sua ottima cucina.

Ma presto vi parlerò ancora di questa città.

Manu

4 commenti

  • L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Ti confesso che da buona meridionale sono stata rapita da quel pane che secondo me è buonissimo! Non ho mai avuto occasione di provare la tajine neanche in locali etnici in Italia e sono molto curiosa di conoscerne il mix di sapori! Quindi niente carta solo contanti? Ti posso chiedere come ci si comporta con le mance? Grazie! 🙂

    • manu

      La carta di credito è accettata nei locali “più turistici” come per esempio il Cafè Arabe, Le Jardin e Le Salama. Mangiando nella piazza dovrai pagare in contanti così come al Fnaque Berbere (paghi praticamente in cucina con la moglie del proprietario intenta a preparare i piatti per gli ospiti).
      Per la mancia, prima di partire, mi era stato detto circa il 10% del conto. Noi abbiamo valutato di volta in volta e cercato di dare sempre qualcosina in più.
      La mancia è molto apprezzata se è in contanti e non aggiunta al conto pagato con la carta.

  • Simona

    Io credo che farei scorpacciate assurde di quelle frittelle e del pane. Uno dei ristoranti che mi è piaciuto di più è proprio quello dove avete provato tante cose diverse. Tra l’altro io mangio poca carne ma quel filetto con i peperoni sembra invitante!

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