Raduni e panico
Dis...Avventure

Raduni e panico

Questo articolo fa parte di quella categoria di disavventure che anche a distanza di tempo non si riesce a dimenticare facilmente.

Forse è anche per questo che mi ci è voluto tanto tempo per decidere di scriverlo.

Probabilmente, ad oggi, è stata veramente la prima volta che ho avuto paura durante un viaggio.

Ma partiamo con ordine.

Per il ponte del Primo Giugno del 2017, decisi di portare tutta la mia famiglia a Torino.

Non c’ero mai stata ed ero molto curiosa.

A mia discolpa ammetto di non avere nessun interesse per il calcio tranne quando gioca la nazionale ma solo per italico orgoglio..

Quando ho scoperto della finale tra Juventus-Real Madrid?

All’arrivo, al check-in dell’alloggio, il proprietario ci chiese se eravamo venuti li apposta?

Io, ovviamente sono caduta dalle nuvole, mio marito, che invece lo sapeva sghignazzava alle mie spalle.

Non mi aveva detto nulla perché poteva essere un motivo per farmi cambiare luogo per il nostro soggiorno.

Scoperto, però, che la partita non sarebbe stata giocata in città ammetto di essermi molto rasserenata.

Raduni e panico

La sera della finale anche noi, come tante altre persone, siamo andati in Piazza San Carlo.

L’idea era di stare un pochino lì per vedere l’inizio della partita e poi trovare un locale carino dove cenare.

Dopo pochi minuti di permanenza in quel luogo, ho iniziato ad agitarmi e a brontolare ribadendo a mio marito che io li non ci volevo stare e soprattutto non era un posto adatto ai bambini.

Raduni e panico

Insomma ho rotto così tanto che mio marito ha desistito dal suo intento.

Abbiamo girato un po’ e poi abbiamo trovato un locale a poca distanza dalla piazza.

Avevamo un tavolino che si affacciava sulla via.

Ad un certo punto, abbiamo iniziato a vedere passare qualche ragazzo correre, poi sempre più gente.

Alcuni di questi sono entrati nel locale ed hanno iniziato ad urlare che c’era stato un attentato.

Altri dicevano che avevano sentito spari, altri che avevano visto un furgone nella piazza.

Insomma: il caos.

Il titolare del locale ci ha chiuso tutti dentro e dopo un po’ ci ha fatto accomodare nel cortile interno comunicandoci di restare lì finché non si sarebbe capitocosa stesse accadendo.

Sono stati minuti di terrore.

Continuavo a guardare i miei bimbi  e a chiedermi perché li avessi messi in una situazione simile.

Dopo quello che è sembrato un’eternità, finalmente hanno iniziato a giungere delle notizie attendibili.

Quello che è successo ora lo sappiamo tutti: alcuni personaggi con gli spray urticanti hanno scatenato il panico tra la folla, causando due morti e tantissimi feriti.

Una vera tragedia.

Mentre stavamo tornando al nostro alloggio, non dimenticherò mai, quanti ragazzi abbiamo incontrato con gli occhi smarriti, senza scarpe, con tagli e ferite.

Raduni e panico

Questa è stata la prima occasione dove ho veramente temuto per la mia famiglia.

Ringrazio ancora l’ansia che mi ha colpito in quella piazza e che ha fatto in modo che non ci trovassimo in quella bolgia.

Manu

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