Amsterdam girando per la città

Il primo regalo che ci ha fatto questo 2018 è stato un bellissimo viaggio che io sognavo da tempo: Amsterdam.

Ma non volevamo chiuderci nei musei, non volevamo passare il nostro tempo in lunghe file ma volevamo perderci tra vie e canali per provare ad immaginare come ci saremmo sentiti a vivere in questa città, come la simpatica cameriera Paola conosciuta in uno dei localini dei Leidseplein.
Allora ecco a voi il nostro racconto dei quattro giorni a spasso per Amsterdam.

Amsterdam girando per la città

La città ci ha accolto (e anche un po ingannato) un tardo pomeriggio di sole velato; precursore poi del meteo che avremmo trovato l’indomani.

L’hotel da noi scelto è stato un Yays e devo dire che è stata una bella scoperta; si trova a pochi passi dalla fermata del bus nr. 22, che in 3 fermate porta alla Centraal Station e dal tram nr. 10, utilissimo per raggiungere le parti più periferiche della città.

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La struttura è molto bella e il personale gentilissimo e disponibile a dare informazioni utili per la visita della città.

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Lasciamo i bagagli, ci armiamo di cappelli, guanti e sciarpe e siamo pronti per partire per l’esplorazione.

Alla fermata del nostro autobus possiamo ammirare il mulino de Gooyer, uno degli ultimi presenti in città, ora trasformato in una birreria.

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Viaggiando con bambini è imperdibile la fermata al museo Nemo; noi abbiamo deciso di no entrare ma siamo restati ad ammirare il panorama dalla sua bella terrazza mentre i bambini provavano le varie attività presenti.

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Torniamo alla Centraal Station e da qui e a piedi raggiungiamo Piazza Dam; qui ammiriamo il palazzo reale, il monumento nazionale e in un lato la chiesa nuova, la Nieuwe Kerk.

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Quando si fa buio ne approfittiamo per vedere le installazione di terra del Light Festival di cui vi ho già parlato qui.

Torniamo in hotel, stanchissimi per il volo, ma estremamente entusiasti per la giornata che ci aspetta l’indomani.

Non vogliamo rinunciare alla visita al Red District ma decidiamo di farlo al mattino presto.

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La zona è veramente carina e particolare; qui si trova la via più stretta di Amsterdam: il vicolo Trompettersteeg e la chiesa più vecchia, la De Oude Kerk con a fianco a terra una scultura di un busto di donna che si dice essere un omaggio alle prostitute del quartiere.

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Inizia la pioggia e soprattutto a soffiare un fortissimo vento capace di spostarti.

Incuranti del maltempo, raggiungiamo Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante della città, e nonostante sembri notte, i colori dei tulipani e dei fiori sono veramente incredibili.
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Attraversato tutto il mercato ci rechiamo dalla parte opposta del ponte per ammirare il Munttoren; era la torre della zecca dove venivano timbrate le monete, ora trasformato in un negozio di ceramiche Delft, prodotto artigianale tipico olandese.

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Proseguiamo e saliamo al bar del Blue Amsterdam che ha un ottimo punto panoramico gratuito.

Prendiamo il tram e andiamo al Museumplein per vedere l’insegna di Amsterdam e scattarvi la foto.

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E’ ancora installata la pista di pattinaggio nel laghetto artificiale.

La piazza dei musei ne ospita numerosissimi, come quello di Van Gogh o il Rijkmuseum; nella bella stagione è teatro anche di tantissimi eventi e festival.

Raggiungiamo la strada Herengracht all’incrocio con il ponte Reguliersgracht, ci posizioniamo lungo il lato delle case con i numeri dispari per vedere se riusciamo ad ammirare i 15 ponti.

Un signore olandese, gentilissimo, si ferma e ci spiega che si riescono ad ammirare nelle giornate di sole e sopratutto avvicinandosi all’orario del tramonto.

Allora procediamo per vedere ed attraversare il Magere Brug, uno dei ponti levatoi in legno più famosi della città.

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Proseguendo nella nostra passeggiata arriviamo a Waterloopleinmarkt, famosa per il mercato delle pulci.

Qui troviamo il Normaal Amsterdams Peil , ovvero tre enormi cilindri di vetro ripiene di liquido.

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Due dei cilindri indicano il livello attuale del mare in due località costiere dove anche se a causa dell’alta marea, il mare, supera l’altezza della città, non vi è da preoccuparsi perché l’acqua viene trattenuta dalle robuste dighe e dalle dune.

Il terzo cilindro indica una disastrosa inondazione avvenuta negli anni 50 dove il mare arrivò a quattro metri di altezza rispetto il livello zero.

Non ancora stanchi decidiamo di tornare alla Centraal Station e prendere il traghetto verso Veer Buiksloterweg.

Qui si trova l’A’dam Lookout, un punto panoramico dove si trova una delle altalene più alte dell’Europa.

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Ma il tempo è bruttissimo e il vento troppo forte quindi le altalene sono chiuse; decidiamo quindi di rientrare all’hotel.

Quando usciamo è buio e non solo si è finalmente fermato il vento, non piove neanche più.

Prendiamo quindi una barca aperta e facciamo il tour di acqua del Festival Light.

Il terzo giorno nella città olandese lo dedichiamo ad ammirare le case e le loro architetture.

La particolarità è che alcune sono storte perché si appoggiano a quelle a fianco mentre altre sono storte perché pendono verso la strada.

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Le motivazione sono completamente diverse.

Nel primo caso si tratta di un grave problema che affligge molte vecchie case; i pali di legno che fungono da fondamenta tendono a marcire e non riuscono a reggere le case; difatti ultimamente le nuove abitazioni vengono costruite con pali di cemento.

La seconda motivazione è funzionale; le case di Amsterdam sono molto strette alla base e si sviluppano in altezza a causa di una imposta presente in passato che tassava l’occupazione di suolo; per permettere i traslochi veniva installata una carrucola nel tetto e costruita la casa inclinata verso l’esterno perché i carichi non danneggiassero la facciata.

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Oltre alla mitica casa di Singel nr. 7, identificata come la casa più stretta della città, andiamo a cercare anche quella in Oude Hoogstraat, al 22 (ora trasformata in una sala da the) e quella al civico 26 di Kloveniersburgwal.

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Quest’ultima si trova di fronte a quella che è ritenuta la casa privata più larga della città chiamata Trippenhuis, situata al civico 29.

Il quartiere secondo noi più bello di Amsterdam è quello di Joordan e qui decidiamo di camminare senza una meta precisa per ammirare ciò che il panorama ha da offrirci.

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Avremmo voluto visitare il Lalyland, il museo del fluorescente, ma purtroppo nonostante gli orari indicati non l’abbiamo trovato aperto.

Arriviamo in Prisengracht.

Qui ci attende l’unico museo che volevamo visitare: la casa di Anna Frank; come immaginavamo la visita ha un impatto emotivo devastante, nonostante la lettura del diario non siamo completamente pronti ad immergerci in questo ambiente e ne usciamo terribilmente consci di quanto l’uomo può diventare spietato nei confronti dei propri simili.

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La visita è prenotabile (attualmente) solo online; l’alloggio è completamente vuoto per volere del papà di Anne (unico sopravvissuto), a ricordare l’assenza delle persone che qui vissero per quasi due anni in stanze strette ed anguste.

Il giorno successivo abbiamo solo poco ore prime del nostro aereo.

Decidiamo di visitare la spiaggia di IJburg, il mare di Amsterdam.

Sotto un cielo grigissimo ammiriamo il mare del nord che sembra immobile.

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Torniamo in centro per un ultima passeggiata tra Leidseplein e la piazza Max Euwe-Centrum, dove avventori giocano con gli scacchi giganti presenti.

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Ora siamo pronti a salutare la bella città olandese nella speranza di poterci rivedere semmai in una stagione più calda per poter noleggiare le bici e goderci le infinite piste ciclabili.

E tu sei mai stato ad Amsterdam? Se vuoi qualche consiglio, non esitare a contattarmi.

Manu

blog viaggi di manu

 

 

 

 

 

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6 pensieri su “Amsterdam girando per la città

    1. manu Autore dell'articolo

      È indescrivibile la marea di sensazioni provocate da quelle stanze vuote. Prima di partire, abbiamo letto con i bambini una versione del diario adatta a loro e questo, forse, ha provocato un maggior senso di shock. Dal libro sapevamo già chi alloggiava in ogni stanza e che utilizzo ne venisse fatta ma vederle dal vivo, renderci conto che delle persone vere hanno vissuto realmente in quei spazi ci ha lasciato un senso di vuoto e disperazione difficile da spiegare. Ti dico, io obbligherei ogni scuola a visitare certi posti, a leggere determinati libri; la memoria è importante. Se vai mi raccomando non perdertela. Fa male al cuore ma fa bene alla testa. Poi va beh, sono mamma di un ragazzino di qualche anno in meno di quelli che aveva Anna, quindi sicuramente c’è una parte emozionale difficile da controllare…

  1. Una Nuova Meta

    Amsterdam ci è rimasta nel cuore! E’ uno di quei posti in cui appena arrivi sai già che vorrai tornare, più e più volte 🙂
    Anche noi quando siamo stati lì abbiamo optato per perderci tra i vicoli della città, senza passare ore nelle code dei musei, un po’ perché il tempo era veramente poco, un po’ perché ci piace prima di tutto respirare l’aria di una nuova città, conoscerne i quartieri e scoprirne la personalità 🙂
    Bellissimo il vostro tour, tocca tanti dei punti più belli e imperdibili… e devo ammettere che anche io non sapevo che l’inclinazione in avanti delle case avesse quella ragione 🙂

    Ecco, ci avete fatto venire una voglia incredibile di tornare ad Amsterdam!!! ❤❤❤

    Baci!!! 🙂

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